Esperienza Erasmus+ in Grecia

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Esperienza  Erasmus +  in Grecia 

“The Re-Act”

Si, mi piace molto “The Re-Act”, il titolo di questo progetto svoltosi dal 27 agosto al 6 settembre 2017 nell’antica città greca di Larissa. Ci sono state delle Re-Azioni molto positive! Bella la nostra combriccola a tre di Laura, Emanuela ed io sin dal primo incontro pre-partenza a Chiari con Sona e Justina, fino a ritrovarci veramente ben coinvolti tra di noi con i restanti 7 arrivati da altre parti d’Italia che hanno formato il nostro gruppo di 10. Più altri 10 turchi, più altri 10 greci, oltre ai 4 organizzatori e formatori, Fenia, Rania, Natascia e Dimitri. Tutti stupendi!

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“The Re-Act”, il titolo del progetto che si è svolto in Grecia, in peiodo dal 27 agosto al 6 settembre 2017, nell’antica città greca di Larissa.

 

È stata la mia prima esperienza Erasmus e penso che non lo dimentichi mai. Quell’accogliente albergo “Dionìssios”, nel centro storico di una città piena di giovani e di vita come Larissa, è diventato fucina di idee, sensazioni, ispirazioni, intuizioni e programmi molto concreti per il futuro, attorno a temi di grande attualità riguardanti i rifugiati, l’integrazione razziale e l’antidiscriminazione religiosa (islamofobia e d’intorni). Come insegnante di religione mi sono sentito coinvolto nell’osservare le varie visioni religiose o le weltanschauung di ognuno e ho potuto toccare con mano la profondità, l’ampiezza e la ricchezza delle sfere spirituali ed etiche delle persone che mi circondavano. Veramente questa direi una delle Re-Azioni più importanti all’interno della formula chimica del nostro progetto. Raramente ho visto una tale stretta coesione e un lavorare in gruppo con un così forte senso di rispetto e di libertà insieme e allo stesso tempo creatività e comunione nelle varie fasce di età presenti.

Il tutto è stato sicuramente facilitato dalla guida sapiente ed ispirata dei nostri trainers che hanno saputo decidere quali tecniche e strumenti erano più necessari nei vari momenti del programma. Veramente non si sentiva alcun tipo di barriera tra i partecipanti, dai ventenni ai cinquantenni. Anzi il clima di fiducia e di simpatia generava un’armoniosa comunità internazionale composta da 3 nazioni mediterranee che hanno molto da dire sul tema dell’accoglienza dei migranti e dei rifugiati. Molto interessante anche l’inter-azione tra le varie professioni presenti che avevano più o meno tutte a che fare con il sociale: dai molti insegnanti, alle 5 psicologhe, ai pedagogisti e sociologi, fino agli avvocati e ai giuristi esperti in diritto internazionale e agli ingenieri civili.

Veramente tutti molto competenti e parecchi anche ben preparati per Re-Agire insieme, ognuno partecipando qualcosa del proprio ambito. Io stesso mi sono sentito molto accolto e ascoltato nei miei contributi riguardanti le visioni e i campi miei specifici di ricerca. Stupendo anche è stato inter-agire con il mondo ortodosso in Grecia (97% rispetto alle altre religioni presenti). Solitamente i greco-ortodossi non sono tra quelli più inclini al dialogo ecumenico e interreligioso, eppure direi che sono stati molto importanti i dialoghi che abbiamo avuto con le monache in uno dei due monasteri ortodossi sulle Meteore, meravigliose località turistiche anche dal punto di vista naturalistico, nella mezza giornata di visita libera, dopo la forte esperienza al mattino nel campo profughi.

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Uno dei posti turistici più belli sulle Meteore in Grecia.

Lì a Koutsohero, poi, in una zona desertica, al campo che sembrava proprio di concentramento, con tanto di sbarra e di polizia all’entrata con tutti i vari divieti… in mezzo ai profughi arrivati in gran parte dalla Siria, dalla Palestina e dall’Afghanistan, abbiamo sperimentato delle fortissime emozioni, comprendendo come veramente siamo legati nel profondo da un’unica umanità. “We are all human” è il motto e il titolo del nostro bel video su youtube prodotto nell’ultimo giorno insieme alla partecipazione straordinaria dei rifugiati del campo, grazie all’opera instancabile della carissima volontaria greca Danai. Un video e anche un piano di azione europeo con tanti concreti progetti per sensibilizzare i giovani e tutti quanti vogliano mettersi in gioco su temi così fondamentali per l’edificazione di un nuovo umanesimo che parta dal cuore.

“Una faccia una razza. One face, one human race!” Così mi diceva all’hotel, vedendoci così affiatati, una saggia attempata ex-direttrice di un festival internazionale di musica folkloristica che si stava tenendo nel contempo a Larissa.

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“Il corso della formazione dei giovani lavoratori sugli strumenti e sui metodi per sostenere i giovani rifugiati e affrontare l’Islamofobia-Xenofobia. Azioni per i Rifugiati (Re-Act).”

Sarà dovuto alla mia “deformazione professionale” ma anche ho percepito come ha potuto dare un bel contributo di universalità e di sostegno alle minoranze, la partecipazione di quattro di noi alla celebrazione domenicale presso una minoranza di cattolici in una piccola chiesa poco distante. Un vero momento di condivisione, di partecipazione anche con una lettura fatta in italiano dalla nostra intraprendente Laura. Anche nell’accoglienza di questa piccola comunità spirituale mi sono sentito a casa, in famiglia, così come nel gruppo di Re-Act. Sarà la re-azione chimica di un’antica formula che ha la sue componenti in un’unica molecola assolutamente necessaria. Quella dell’amore! #onlylove. Sarebbero molte altre e interessanti le Re-Azioni da descrivere, indimenticabili, ma ora lascio lo spazio alle mie meravigliose e miei meravigliosi compagni di viaggio.

 

Alessandro Vinati

Professore dell’istituto
ITIS “B. Castelli”, Brescia

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